Le W.I.T.C.H.

“Il tempo era giovane, allora. Non c’erano fiumi o laghi, ma solo il grande mare d’oriente. I draghi si rincorrevano nell’aria. I più coraggiosi erano il Grande drago, il Drago giallo, il Drago nero e il Drago di perla.

Ma un triste giorno, una preghiera si levò verso l’alto, portata dal fumo dell’incenso: «Potenti antenati, aiutateci! Che il cielo si apra! Che la pioggia torni a benedire i nostri campi: questo chiediamo, questo speriamo!».

Il Drago giallo, che più di tutti amava la terra, scese a vedere: «Povera gente! È la grande siccità che sta distruggendo i loro raccolti.»

«Le riserve sono quasi esaurite e presto sarà la fine», disse il Grande drago.

«Grande è la loro sofferenza!» rispose il Drago giallo con gli occhi pieni di lacrime.

«Andiamo a implorare il potente Imperatore di giada!» propose il Grande drago.

Così, il Grande drago e i suoi compagni volarono verso il Palazzo celeste, dimora dell’Imperatore. Ma l’accoglienza non fu cordiale: «Perché venite qui a disturbarvene, invece di starvene tra le nuvole?» chiese seccato l’imperatore.

«La gente soffre molto, maestà. Se non mandate subito la pioggia, sarà la fine per loro» rispose il Grande drago.

«Beh, ci penserò. Andate ora, e occupate meglio il vostro tempo!»

Così parlò l’Imperatore.

Dieci giorni passarono dalla promessa dell’Imperatore. E furono dieci giorni senz’acqua.

Le donne non avevano nulla per nutrire i loro bambini. Chi mangiava corteccia, chi mangiava radici. Ormai tutti erano allo stremo delle forze.

Il fumetto W.I.T.C.H. e la leggenda dei quattro draghi

I draghi decisero dunque di aiutare tutte quelle persone. Fu il Grande drago ad avere l’idea giusta: «Il mare! Lì c’è tutta l’acqua che vogliamo, e potrà servirci per aiutare quella gente. Dobbiamo solo raccoglierla e disperderla nel cielo… Si trasformerà in pioggia e cadrà sui raccolti.»

E così fecero i quattro draghi, cento e cento volte. Il popolo disperato non poteva credere ai propri occhi, e gridava esultante, acclamando la tanto sperata pioggia.

Ma l’Imperatore di giada non gradì questi prodigi; la sua furia contro i draghi era enorme: «Arrestateli e portateli qui! Immediatamente!» ordinò.

I draghi, incatenati, furono portati nel suo palazzo. L’Imperatore aveva preparato per loro una condanna terribile: «Avete sfidato la mia potenza, e sarete puniti per questo! Ecco l’ordine per il Re delle vette: prenda quattro montagne e ci richiuda questi draghi, così che non possano più uscirne.»

«Ma abbiamo solo fatto ciò che è giusto!» protestò il Grande drago.

L’Imperatore non ebbe pietà delle parole dei draghi, e il suo comando fu eseguito. «Questo è ciò che accade a chi provoca la mia ira», sentenziò l’Imperatore «Ora non potranno fare più alcun bene!»

Ma la ninfa Xin Jing, il cui nome significa, Cuore di cristallo, non rimase impassibile. Essa, che era la signora del coraggio, si manifestò all’Imperatore e parlò con parole molto severe: «La tua crudeltà è pari solo alla tua arroganza»

«E la tua bellezza è come sempre incomparabile», rispose l’Imperatore, senza traccia di pentimento.

«La tua vendetta sarà la tua stessa punizione», disse Xin Jing. «Guarda bene quelle montagne, perché non le vedrai mai più così!»

«Che cosa vuoi fare? Non puoi nulla contro la mia potenza», ribatté l’Imperatore con audacia.

La ninfa non poteva annullare l’ingiusta condanna dell’Imperatore; ma volle che il sacrificio dei coraggiosi draghi non andasse sprecato, e che anzi fosse ricordato in eterno. Il potere della ninfa attraversò le montagne e cedette ai draghi la sua magia; e in cambio, assorbì la loro essenza di drago.

Così la ninfa Xin Jing, per sempre legata ai draghi, si innalzò libera sul mondo. E i quattro draghi si trasformarono in quattro fiumi: il fiume Nero, il fiume Giallo, il Grande fiume e il fiume Perla. I fiumi più importanti della Cina. Della ninfa, invece, rimase come ricordo un amuleto di cristallo, capace di contenere l’essenza dei quattro draghi, più la sua.”

 Il fumetto W.I.T.C.H. I quattro draghi e la ninfa Xin Jing

Questa leggenda tradizionale cinese è stata ripresa dal fumetto W.I.T.C.H., nell’albo n° 9, “I quattro draghi”. Viene raccontata dalla mamma di Hay Lin alla figlia, che cercava ispirazione per organizzare una recita scolastica, e definita come la leggenda preferita della nonna Yan Lin.

Nel fumetto, la leggenda viene usata per spiegare l’origine del potere delle cinque Guardiane della Muraglia:

  • il Drago giallo che ama la terra, e rappresenta il potere di tale elemento, dominato da Cornelia Hale
  • il Drago nero che vola meglio degli altri, e simboleggia il potere di Hay Lin, l’aria
  • il Grande drago che ama l’acqua, il terzo potere, detenuto da Irma Lair
  • il Drago di perla, che domina il fuoco, l’elemento governato da Taranee Cook
  • e la ninfa Xin Jing, che da sola rende possibile ogni trasformazione, e si trasforma proprio in un amuleto di cristallo contenente la sua essenza e quella dei quattro draghi: il Cuore di Kandrakar, il ciondolo magico custodito dalla leader delle Guardiane della Muraglia, Will Vandom

Il nome del gruppo è Witch, che in inglese significa “strega” ma che costituisce anche l’acronimo dei nomi delle cinque amiche: Will, Irma, Taranee, Cornelia e Hay Lin. Le cinque ragazze sono le ultime incaricate con il compito di svolgere una missione millenaria: difendere l'equilibrio del mondo, diventando le guardiane della muraglia che separa la Terra dal Metamondo. Questo, conosciuto anche come Meridian dal nome della sua città principale, è un pianeta che, dopo essere stato conquistato dalle forze del male, è stato separato da tutti gli con una Muraglia. La Muraglia ha 12 brecce, chiamate portali, che le Guardiane devono sorvegliare e, se necessario, chiudere per impedire a malvage creature del Metamondo di transitare da un universo all’altro.

Leggi l'articolo sui draghi nella Mitologia Cinese