I draghi esistono davvero? Alcuni non solo dicono di sì ma affermano anche di averli visti. Molti "avvistamenti" sono risultati dei falsi, dei trucchi per far pubblicità; altri non sono mai stati né smentiti né confermati; mentre altri ancora hanno creato miti e leggende. Qui ne analizzeremo alcuni e, se ne conosci altri o vuoi fornire semplicemente la tua opinione, non esitare a contattarmi!

 

 

L'embrione di drago nella formaldeide

L' embrione di drago nella formaldeide Il libro di Allistair Mitchell: Unearthly History

Il cucciolo di drago con tanto di ali, artigli e cordone ombelicale è alto 30 centimetri ed è conservato sommerso nella formaldeide in un barattolo di vetro. La creatura è stata ritrovata sotto un cumulo di roba vecchia da David Hart, nipote di Frederick Hart, un tempo facchino del Museo di Storia Naturale di Londra.
Hart ha raccontato che quel barattolo era stato inviato al museo da un gruppo di scienziati tedeschi attorno al 1890, quando era fortissima la rivalità tra i due Paesi. Tuttavia, il museo pensò che fosse un trucco per mettere in ridicolo il Regno Unito e quindi lo ignorò; il barattolo venne dato ad Hart e, con il passare degli anni, finì dimenticato dentro uno scatolone di cimeli di famiglia. 
A distanza di due mesi è Allistair Mitchell, un amico di David, a rivelare tutto. Il drago era solo una trovata pubblicitaria per attirare l’attenzione e lanciare la vera “creatura” di Mitchell: un libro per bambini dal titolo "Unearthly History" il cui protagonista è proprio un draghetto che, insieme ad uomini di “buona volontà”, cerca di salvare il nostro mondo dall'autodistruzione. Hart si è procurato il drago grazie ad un team d'esperti in effetti speciali della BBC, i Crawley Creatures.

 

 

I draghi sull'Himalaya

La foto dei draghi sull' Himalaya La foto dei draghi sull' Himalaya ingrandita

Il 22 giugno 2004 l'autore delle foto si trovava nella regione di Amdo in Tibet per assistere al Qinghai-Xizan, una cerimonia locale, e stava viaggiando su un aereo proveniente da Lhasa su di un volo interno. Durante il viaggio aereo sopra l'Himalaya ha visto e fotografato questi due draghi. I corpi sembrano essere ricoperti da scaglie e le parti posteriori sembrano zampe che presentano una protuberanza. Anche se la fotografia ha ripreso soltanto una parte dell'intera scena che si era presentata agli occhi del fotografo amatoriale l'immagine ha acceso l'interesse di molti.

 

 

Il drago che sputa fuoco


La foto di un drago nell'atto di sputare fuoco

Fu fotografato al confine tra Cina e Tibet il 6 agosto da due studenti
dell'Università di Jilin. Il drago volante nell'atto di sputare fuoco è stato
scattato con un telefono cellulare. Altri testimoni hanno detto che la
creatura è rimasta visibile per circa due minuti

Il drago del libro


Foto di draghi
Questa foto ha fatto il giro dell'Europa
ma dopo un po' di tempo si è scoperto che era
stata creata da uno scrittore in erba per
promuovere il suo libro.
 

 

 

Il drago delle Alpi: Tatzelwurm

Lo scheletro del Tatzelwurm Una foto (falsa) del Tatzelwurm

Il Tatzelwurm viene avvistato solitamente nell'arco di Alpi tra la Francia e la Slovenia. Con il nome di Tatzelwurm vengono indicati due animali dall'aspetto completamente diverso: il primo è una specie di salamandra simile ad un mostro di Gila (una specie di grossa lucertola); il secondo è un rettile con due zampe, la parte anteriore del corpo di felino, mentre la posteriore di serpente. Molti furono gli avvistamenti, le foto e i ritrovamenti ma non si è ancora sicuri sulla sua esistenza.

 

 

Il drago Tarantasio

Il drago Tarantasio disegnato da Ulisse Aldrovandi   Il logo della Agip

Lo stemma della famiglia ViscontiIl monaco Sabbio nel 1110 scrisse la storia di Tarantasio: il mostro del lago Gerundo (lago scomparso nel XIII secolo) che si nutriva di esseri umani. La descrizione del mostro è quella di una creatura serpentiforme, la testa enorme con grandi corna e zampe palmate che sputava fuoco dalla bocca e fumo dal naso. Secondo la leggenda il drago fu ucciso dal fondatore della famiglia Visconti vicino a Calvenzano. Un'altra leggenda vede invece come suo uccisore il vescovo di Lodi, Bernardino Tolentino. Lo scheletro fu conservato nella chiesa di San Cristoforo a Lodi fino al 1700. Col tempo però se ne persero le tracce ma verso il 1800 il medico di Lodi, Gemello Villa, riuscì a riportarne alla luce e ad esaminarne una presunta costola. Egli affermò che "la costola ha la lucidità delle ossa fresche", lasciando così intuire che possa non trattarsi di reperto fossile. Il drago Tarantasio è rappresentato nello stemma di Milano (il Biscione con un bambino in bocca) dell'antica famiglia Visconti. Ha ispirato il logo della Agip. Gli abitanti di Calvenzano (un paese vicino al lago Gerundo) eressero delle mura alte tre metri e lunghe 15 chilometri per proteggersi dalle sortite del mostro lacustre che si credeva vivesse in quella zona, e la contrada principale del paese, a ricordo della vicenda, fu soprannominata "via della biscia".