I draghi sono davvero esistiti? Se la risposta è sì...come sputavano fuoco? Come facevano a volare nonostante il peso possente? Quando si sono estinti? E perché?
Per rispondere a questi quesiti ed a molti altri è stato girato il documentario della Discovery Channel Il mondo dei Draghi (anche conosciuto come The Last Dragon) in cui vengono anche analizzate le varie specie di drago.

 

  

- Caratteristiche dei draghi

Drago che sputa fuoco  Fuoco

Durante la digestione, due gas, l'idrogeno e il metano (prodotti da un particolare batterio) venivano immagazzinati nelle vesciche volatorie. Il drago possedeva due molari apposta per masticare platino. Aprendo le vesciche volatorie il platino (catalizzatore) veniva a contatto con l'idrogeno (combustibile) e produceva fuoco. Il fuoco comunque era un'arma di ripiego perché più sputavano fuoco meno potevano volare. L'interno della bocca era blindato e possedevano un falso palato da dove uscivano i gas.

 

Drago preistorico che vola  Volo

Data la loro mole e la scarsa apertura alare, per volare avevano queste caratteristiche: il cuore poteva portare molto ossigeno ai muscoli, la struttura delle ossa era a nido d'ape e infine possedevano due vesciche volatorie contenenti fino a 0,849 metri cubi di idrogeno e di metano. L'idrogeno e il metano, due gas più leggeri dell'aria, alleggerivano il drago.

 

L'evento KT: l'ipotesi del meteorite  Sopravvivenza all'evento KT

La vita marina fu meno sconvolta dall'evento KT (l'estinzione dei dinosauri) e quindi i Draghi Marini (successori del Drago Comune di 200 milioni di anni fa) riuscirono a sopravvivere. Successivamente migrarono sulla terraferma e si evolsero in molte altre specie di drago, tra qui il Drago delle Montagne estinto nel 1545 D.C.

 

Differenze di posizioni delle zampe tra draghi e rettili  Rettili o dinosauri?

Nessuno dei due perché comprendono caratteristiche di entrambe le categorie: i rettili hanno sangue freddo invece i draghi avevano il sangue caldo (la vita dei draghi era troppo attiva per essere creature a sangue freddo); le ossa dei rettili (per esempio le zampe corti) sono del tutto differenti da quelle dei draghi; i dinosauri sono terrestri (gli pterosauri non sono inclusi nella famiglia dei dinosauri) invece i draghi potevano volare.

 

Rituale di accoppiamento tra due draghi delle montagne  Accoppiamento e cova

Il calore nelle femmine durava un mese ogni sette anni. Durante questo periodo le femmine producevano un ormone che viaggiava anche per chilometri per attirare il maschio.
Per controllare che il maschio sia forte e in salute si eseguiva un pericoloso rituale simile a quello dell'aquila calva: i draghi si aggrappavano per le zampe e si lasciavano precipitare, se il maschio si staccava troppo presto non era degno, mentre se si stacca troppo tardi morivano entrambi.
Dopo l'accoppiamento i draghi preparavano un nido di rocce dove la femmina poteva deporre le uova. Per mantenere le uova ad una temperatura di circa 60° si usava il fuoco ed è per quello che il guscio era molto resistente. Il sesso dei nati veniva determinato dalla temperatura: se era alta nasceva un maschio mentre se era bassa una femmina.

  

 

 

Drago Comune

Teoricamente le condizioni per l'esistenza dei draghi sarebbero avvenute, anche se non ci sono prove concrete della loro comparsa. Secondo i criptozoologi la loro comparsa sarebbe avvenuta 200 milioni di anni fa, all'inizio dell'era Mesozoica assieme ai primi dinosauri. La specie di drago in questione sarebbe stata il Drago Comune che cacciava nelle paludi costiere.

Albero genalogico delle specie di draghi

   

Drago Preistorico

Drago PreistoricoIl Drago Comune si evolse nel Drago Preistorico, capace di volare. Con 6 metri d'altezza e 10 metri di apertura alare questo drago era un abilissimo cacciatore capace anche di sputare fuoco. Si estinse in seguito all'evento KT assieme ai dinosauri.
Le corna, più grandi nei maschi, servivano soprattutto per difendere i propri territori, provvisti sempre di una fonte di platino, di selvaggina e di gruppi di femmine.
I piccoli, per difendersi dai predatori, estendevano le proprie ali per sembrare più grandi. Il contendente del Drago Preistorico in territori e prede era il Tirannosauro.

Combattimento tra un Drago Preistorico e un T-Rex

 

 

Drago Marino

Drago MarinoDopo l'evento KT, gli unici draghi sopravvissuti furono i Draghi Marini. Questi draghi si specializzarono alla vita in mare generando un'altra serie di arti e rimpicciolendo le ali ormai inutili. Le vesciche volatorie diventarono vesciche natatorie e, per resistere alle basse temperature dei fondali e delle zone vicine ai poli, sviluppando la glicoproteina AFGP che impedisce ai tessuti di congelare. La vita in mare gli fece raggiungere i 180 metri di lunghezza. Possedeva un falso palato, come quello dei coccodrilli, per non far entrare l'acqua nei polmoni durante l'aggressione della preda.  

 

 

 

Drago delle Foreste

Drago delle Foreste50'000 anni fa, con l'aumento della temperatura globale, alcune specie di Drago Marino si avventurarono nelle acque dei fiumi e da lì nei boschi di bambù evolvendosi nei Draghi delle Foreste ma mantenendo il lungo e sottile corpo. Le vesciche natatorie piene di gas furono utilizzate per compiere enormi balzi, per produrre suoni simili ad animali in angoscia così da attirare le prede e a sputare fuoco. Grazie alle striature con tonalità di marrone e di verde riuscirono a mimetizzarsi nelle intricate foreste dove incontravano e combattevano contro il loro più letale nemico: la tigre.
I combattimenti tra il Drago Orientale e la tigre hanno influenzato molti miti e leggende cinesi e giapponesi.

  

 

Drago delle Montagne

Drago delle MontagneDopo l'affermazione dell'uomo i draghi si sono dovuti spostare sempre più in alto fino alle montagne.
Il Drago delle Montagne, diffuso soprattutto in Europa, utilizzava completamente tutti e sei gli arti. Per facilitare il volo la colonna vertebrale si accorciò e la coda si allungò per fungere da timone e, eventualmente, anche come arma. L'età massima era sui 40 anni. Durante l'inverno andava in letargo sopravvivendo grazie alla glicoproteina AFGP ereditata dal Drago Marino. L'apertura alare era di 6 metri.
Nei miti medievali(vedi articolo) è molto comune il cavaliere o il santo che uccide questo drago (anche definito Drago Occidentale) e l'estinzione di questo drago è ipotizzata intorno al 1545 D.C.